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News Mondo Portiere | Notizie varie dal mondo del Portiere

responsiveresponsiveSezione in cui cercherò di raccogliere periodicamente le notizie o le curiosità che attireranno il mio interesse, tratti da web-site tematici in lingua italiana sul mondo del Portiere. Buona lettura.responsive

La costruzione del gioco: “L’evoluzione del portiere tra mode, principi e tradizione”

La gestione del pallone con i piedi per il portiere ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta, una specifica del ruolo in continua evoluzione.

Il primo grande cambiamento risale al 1992 con l’introduzione della regola che, su di un retropassaggio effettuato con il piede da parte di un compagno, nega al portiere la possibilità di impossessarsi del pallone con le mani. Da quel momento, tutto è cambiato. 

Luca Marchegiani, spiega senza particolari giri di parole, quanto questa novità regolamentare ha rappresentato un vero e proprio shock per i portieri del tempo: “Per me è stato drammatico! Non ho mai avuto la giusta attitudine al gioco con i piedi. Nella mia vita, è stata la prima volta che ho calciato una rimessa dal fondo.” È evidente come la prestazione dei numeri uno e di conseguenza anche le proposte di allenamento si modificarono per far fronte a questo grande cambiamento.

Nel corso degli anni i portieri hanno necessariamente perfezionato le proprie qualità, provando a colmare quella che si poteva definire come una lacuna tecnica ma comprensibilmente derivante dal regolamento antecedente al ‘92. Sin da piccoli oggi, rispetto al passato a qualsiasi livello, i portieri imparano a gestire la palla con i piedi, infatti in Italia è ormai raro trovare giovani numeri uno che non sappiano utilizzare i piedi in proporzione al livello in cui giocano, almeno con piede dominante. Fino a pochi anni fa invece era consueto trovare Giovanissimi o addirittura Allievi con i quali era necessario costruire interamente questo tipo di gestualità. Si è poi arrivati ad un altro momento chiave per il calcio, che possiamo ricondurre alla prima esperienza di Guardiola nel Barcellona (2008/2009). È infatti la stagione calcistica in cui il mondo del calcio conosce il celebre, quanto ormai bistrattato “Tiki-Taka”. 

Andando oltre al famoso nome che venne scelto per definirlo, si trattava di un nuovo tipo di interpretazione del gioco e di conseguente organizzazione di squadra, che prevedeva una costruzione del gioco dal basso che permettesse di poter gestire la sfera, mantenendone il possesso. La volontà era quindi quella di avere il controllo del pallone ed il comando del gioco, in tutte le zone del campo. Questa scelta da parte dell’allenatore, portava in maniera evidente ad un ampio coinvolgimento del portiere.

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di Stefano Baroncini e Daniele Borri

( Fonte ilnumero1.it )

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