Ultimi aggiornamenti del sito       La Pratica Osservativa dell\' Allenatore di Portieri nel Settore Giovanile

Grazie per la tua valutazione.

Contattaci tramite questo form.
Email:
Soggetto:
Messaggio

Blog | Pensieri, analisi e riflessioni in libertà

responsiveresponsiveUn diario online in cui condividerò con una periodicità variabile pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni, od altro sul mondo dei Portieri e del Calcio in generale. Affrontare tematiche che spesso sono parte integrante del quotidiano, del lavoro sul campo, dei confronti con colleghi ed appassionati. responsive

Libera Espressione e Creatività, fondamenti espressivi nei Giovani calciatori

Dal momento in cui siamo nati ci è stata data la possibilità di essere creativi; la maggior parte di noi è stato più creativo da bambino che non da adolescente o da adulto questo perché ci sono state più occasioni e possibilità di dedicarsi al gioco nella fase di vita che precede l' accesso ai percorsi scolastici.

Dal momento in cui siamo nati ci è stata data la possibilità di essere creativi; la maggior parte di noi è stato più creativo da bambino che non da adolescente o da adulto questo perché ci sono state più occasioni e possibilità di dedicarsi al gioco nella fase di vita che precede l' accesso ai percorsi scolastici.

Pertanto, in generale, lo sviluppo della capacità per essere creativi e di diventare ancora più creativi non deve essere ostacolata in bambini fino a 6/7 anni di età, ciò si deve considerare come ' essere normale . Tuttavia, quando il bambino inizia la scuola, il processo evolutivo in questo senso può cessare. Ciò è dovuto, in molti casi, per l'effetto negativo dei metodi di insegnamento con orientamenti chiusi ed intenzionali e norme particolarmente restrittive. Improvvisamente il tempo a disposizione per giocare si riduce e la scuola spesso soffoca questo sviluppo che per gli anni precedenti è stato un modo di vivere naturale.

responsiveQuando il bambino si avvicinerà ad uno sport, e nella fattispecie al calcio, mosso dal desiderio di vivere i propri sogni, spesso verrà messo nella condizione di non poter più attingere dalle sue qualità creative, dovendo affrontare metodi di insegnamento-apprendimento che si trasformeranno inesorabilmente in ostacoli alle proprie espressioni di bambino inibendo, di fatto, il potenziale creativo che vive in lui.
L'ambiente, il contesto, in cui il giovane calciatore si esprime e si misura è estremamente influenzante e spesso diventa nemico della sua creatività: girando per scuole calcio non è difficile assistere ad atteggiamenti di istruttori ostili alla libera espressione dei propri allievi.

Gli ambienti in cui si formano come individui, della famiglia, della scuola o dello sport che siano, ed in particolare fino all' adolescenza, sono spesso caratterizzati da una metodologia di apprendimento guidata, troppo chiusa, limitante all' iniziativa personale, all' indipendenza, all' originalità ed al valore di cercare e di fare le cose in modalità diverse.
Non è raro assistere nelle scuole calcio a processi formativi che nel tempo educano i giovani atleti come dominati dagli istruttori, i quali favoriscono relativamente poca libertà di movimento e di decisione e dove le opinioni dell' allievo non sono praticamente mai prese in considerazione.

In questi contesti per l'allenatore è importante avere sempre tutto sotto il proprio controllo, quando un giocatore si allontana dalle sue norme spesso viene castigato intimandolo a rispettare le istruzioni dell' istruttore.
Per istruzioni intendo quelle indicazioni date ai giocatori su cosa fare e come risolvere un problema o dove deve posizionarsi meglio sul campo.
Nella metodologia formativa del calcio di attività di base ed agonistico, come nei percorsi della scuola, troppe istruzioni che giungono dall'esterno non favoriscono l'iniziativa personale del giovane; molti allenatori tendono a pensare per i loro giocatori invece di adoperarsi per stimolare a far pensare in modo autonomo e sulla base dei concetti appresi in anni di lavoro sul campo.

Si tende a conformizzare, a standardizzare, ad annullare le differenze espressive tra gli allievi: se un giocatore inizia a manifestare segnali di autonomia e consapevolezza di sé spesso riceverà una chiamata dal mister invitandolo a "riallinearsi nei ranghi".
In questo modo, nel corso degli anni, il giovane si appiattirà nel seguire ciecamente le istruzioni degli allenatori e giocando in base alle informazioni ricevute senza mai mettere nel suo agire suoi pensieri ed un suo stile personale.

Per progredire nel loro sviluppo di atleta creativo nel gioco del calcio, i bambini dovrebbero essere aiutati e stimolati a mostrare un certo grado di indipendenza dai propri allenatori!

Ed è per questo che i giovani dovrebbero praticare e giocare il più spesso possibile senza la presenza del loro istruttore, perché la sua assenza consentirebbe loro di sentirsi più a proprio agio, di esplorare il loro potenziale innato, senza il costante timore di essere criticati e ripresi quando si fanno errori ".

Pin It

Altri post del Blog | Pensieri, analisi e riflessioni in libertà