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responsiveresponsiveSezione in cui cercherò di raccogliere periodicamente le notizie o le curiosità che attireranno il mio interesse, tratti da web-site tematici in lingua italiana sul mondo del Portiere. Buona lettura.responsive

Come è cambiato il mestiere del portiere. Intervista a Villiam Vecchi

Villiam Vecchi è lo storico preparatore dei portieri di Carlo Ancelotti e nella sua carriera ha allenato Buffon, Dida e Casillas, tra gli altri. Villiam Vecchi non è un nome noto, come non lo è praticamente quello di nessun preparatore dei portieri. Nonostante svolgano un lavoro fondamentale, lo fanno dietro le quinte senza prendersi mai la luce dei riflettori. Vecchi è lo storico preparatore dei portieri dello staff di Ancelotti, e tra gli altri ha allenato Buffon, Dida, Casillas, Navas. Adesso, però, è tornato a Reggio Emilia.

Prima di cominciare l’intervista scambiamo preamboli sopra ai nostri passi sulla ghiaia: «Da dove arrivi?», «Mantova», «Siamo quasi conterranei allora». Ci avviciniamo all’ingresso della nuova sede della Reggiana, una bella cascina ristrutturata da poco, alle porte di Reggio Emilia, uno dei primi segni strutturali dell’ambiziosa proprietà statunitense. Nell’atrio un gruppetto di dirigenti e tecnici sta chiacchierando. Appena vedono Villiam, lo salutano con quel genere di sorrisi e abbracci che di solito riservi a qualcuno che è più di un collega.

Villiam Vecchi è di Scandiano, un paese ai piedi dell’Appennino Emiliano ad un quarto d’ora da Reggio. È tornato a viverci stabilmente da tre anni, da quando ha dovuto lasciare il Real Madrid assieme a Carlo Ancelotti. Ora è il coordinatore tecnico dei portieri di Berretti e Under 17 della Reggiana. La naturalezza con cui vive il contesto della Serie C suggerisce che gli anni al fianco di Carlo – come lo chiama lui – a Parma, a Torino, a Milano e a Madrid non lo hanno cambiato più di tanto. «Tre anni fa, ogni giorno guidavo per raggiungere Valdebebas. Ora guido da Scandiano a qui. A volte ci penso, ma senza nessun rammarico. Anzi, mi dico “Che culo che ho avuto a stare così tanti anni ad altissimi livelli”». Dalle sue parole traspare l’orgoglio per i risultati ottenuti e le pressioni che è riuscito a gestire, ma si sente anche il sollievo di poter vivere un presente meno caotico.

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di Diego Guido

( Fonte l' Ultimo Uomo )

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