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Settori giovanili, l’esercito degli “invisibili”: ogni anno in 300 senza lavoro

Sull’ edizione odierna del quotidiano La Repubblica viene concesso un ampio spazio ad un dossier sui settori giovanili del calcio italiano.

Le porte del professionismo sono strette – 

Sull’edizione odierna del quotidiano La Repubblica viene concesso un ampio spazio ad un dossier sui settori giovanili del calcio italiano. Il focus è improntato su quei giocatori – più di 300 ogni anno – che escono dal campionato Primavera e non riescono a trovare squadra tra i professionisti, vedendo spesso infrangersi il sogno per il quale hanno fatto sacrifici e, talvolta, persino abbandonato gli studi. Molti di questi – si legge – scompaiono nell’abisso del calcio dilettantistico e sono costretti a trovarsi un lavoro, senza però avere gli strumenti adeguati per farlo. D’altronde, che il professionismo sia cosa per pochi lo dicono i numeri: soltanto il 5% dei giovani riesce poi a giocare in Serie A e una discreta parte trova squadra in B o in Lega Pro, ma oltre la metà riparte dai dilettanti. Di questi, un terzo trova un ingaggio in Serie D, mentre la parte rimanente si accontenta delle categorie inferiori o, semplicemente, smette.

Storie di questo tipo sono molto frequenti e, spesso, l’accusa che emerge è contro l’eccessivo numero di giocatori stranieri presenti nelle varie squadre del campionato Primavera: i dati, rispetto a qualche anno fa, sono effettivamente in crescita, ma questo basta a spiegare un così ampio numero di “invisibili”? Dando uno sguardo alle Nazionali, La Repubblica spiega come il 27% dei ragazzi che hanno ricevuto almeno una convocazione nella Nazionale Under 20 dal 2011 al 2015 oggi gioca in Serie A. E alcuni di questi sono diventati dei punti fermi dell’Italia di Ventura, come Belotti, Bernardeschi, Conti, De Sciglio, Perin, Gagliardini e Insigne. Esempi virtuosi, ma che non bastano a fare dell’azzurro una garanzia, visto che la rimanente percentuale ad oggi si divide tra Serie B (43%) e Lega Pro (23%): stiamo comunque parlando di professionismo, ma non sempre passare dalla maglia della Nazionale rende un giovane un potenziale campione.

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di Redazione

( Fonte Mondo Primavera )

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