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News Mondo Calcio | Notizie e curiosità varie dal mondo del Calcio

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Il Calcio non si insegna, non è una formula matematica !

Oggi parliamo di ‘insegnamento’ del calcio ed apprendimento. Quante volte, guardando qualcuno giocare, sentiamo dire “cosa può insegnare ai bambini se lui stesso gioca così?” oppure “se quella squadra di bambini perde sempre vuol dire che il mister non gli sta insegnando niente?”.

Oggi parliamo di ‘insegnamento’ del calcio ed apprendimento. Quante volte, guardando qualcuno giocare, sentiamo dire “cosa può insegnare ai bambini se lui stesso gioca così?” oppure “se quella squadra di bambini perde sempre vuol dire che il mister non gli sta insegnando niente?”.

Facciamo 10 passi indietro. Il calcio non si ‘insegna’, almeno in età infantile, e chi prova a farlo commette un grandissimo errore.

Prendiamo come esempio un ex calciatore, di successo o meno (poco importa), di nome Caio, che voglia trasmettere ai suoi piccoli giocatori tutte le sue conoscenze e le sue abilità, tentando di riprodurre tanti piccoli sé stesso. Caio ha sempre stoppato la palla con l’interno-piede, destro o sinistro che sia, orientando il controllo nella direzione di gioco prescelta. Caio crede che stoppare la palla di interno sia la cosa più facile ed efficace allo stesso tempo e così, ai suoi ragazzi di 8 anni, impone lo stop di interno-piede. Niente suola, neanche esterno in corsa. Vai con l’interno che non sbagli.

Inoltre Caio non è mai stato bravo nel saltare l’uomo ed ha sempre pensato che giocare a pochi tocchi sia stata la cosa migliore da fare, così ai suoi bambini di 8 anni impone di non ‘rischiare’ la giocata e di muovere la palla velocemente, possibilmente in avanti così, male che vada, la si perde lontano dalla propria porta.
Caio ha anche notato che un bambino, se è più alto dei suoi compagni, percorre la stessa distanza in un tempo minore grazie alle sue lunghe leve, così quando mette in campo la squadra predilige nella scelta dei titolari i giocatori più alti, oltre a quelli che giocano la palla velocemente, la controllano sempre con l’interno-piede, non rischiano il dribbling, seguono alla lettera le sue direttive. Per stare certo che i suoi players attuino alla lettera il ‘suo calcio’, Caio durante le partite passa tutto il tempo a dire loro cosa devono fare: li telecomanda.
Caio, con il suo gruppo di bambini di 8 anni, è un allenatore vincente. Ha in bacheca tanti trofei, diversi campionati e la maggior parte delle partite terminano con un distacco notevole dagli avversari, delle vere e proprie goleade. I genitori si complimentano con Caio, perché i loro bambini vincono da piccoli, figuriamoci cosa faranno da grandi. La società nella quale Caio allena è convinta che se le proprie squadre giovanili vincono sempre, altri genitori si convinceranno a portare i propri figli a giocare lì il prossimo anno e ciò significa maggiori entrate economiche e più lustro nel panorama calcistico locale. Adesso facciamo 10 passi in avanti.

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di Domenico Di Natale

( Fonte Marsica Sportiva )

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