Ultimi aggiornamenti del sito       La Pratica Osservativa dell\' Allenatore di Portieri nel Settore Giovanile

Grazie per la tua valutazione.

Contattaci tramite questo form.
Email:
Soggetto:
Messaggio

Elementi di Teoria | Nozioni teoriche di carattere generale e sui vari aspetti

responsiveresponsiveSaper portare la palla, saper dribblare, saper tirare in porta, saper parare, e così via: sono tutte abilità che un buon giocatore di calcio deve saper padroneggiare per essere schierato in campo dal prioprio allenatore. In questa sezione raccoglierò periodicamente articoli trovati in Rete, redatti da esperti del settore o da tecnici, da cui si possano estrapolare concetti e principi per migliorare a livello teorico le proprie competenze sul gioco del calcio, in tutti i suoi aspetti. responsive

Definizione e organizzazione dell'allenamento

L'organizzazione e la programmazione del lavoro, i parametri di allenamento e allenabilità nella corretta programmazione del workout

Prima di addentrarsi nelle modalità organizzative, sarà opportuno chiarire cosa si intende in questa sede con il termine allenamento.

Definiamo l'allenamento come l'insieme degli interventi e stimoli di tipo fisico e psicologico finalizzati al miglioramento di una prestazione. Va da se che, ciascuna prestazione, è altresì assoggettata ad un margine di miglioramento, anche definito "allenabilità".

L'allenabilità di una prestazione costituisce il suo potenziale grado di miglioramento, ed è fondamentalmente dipendente da fattori genetici ed organici. L'allenabilità di un soggetto, in senso più generale, è dovuta alla sua riserva attuale di adattamento (spesso definita potenziale atletico). Intendendo con questo termine il limite massimo di adattamento dell'organismo, strettamente dipendente dalla riserva funzionale, dai sistemi ormonali, oltre che dagli adattamenti in atto conseguenti i precedenti input allenanti somministrati.

Ne consegue che il processo di adattamento fisiologico di un individuo non è illimitato e, il margine di miglioramento in un dato momento, sarà tanto minore quanto più elevato è il livello funzionale raggiunto. In altri termini si potrebbe dire che, quanto più allenato risulta essere un soggetto, tanto meno allenabili (nel senso di migliorabili) saranno le sue prestazioni motorie. Ciascun individuo possiede una diversa riserva attuale di adattamento.

Nella strutturazione di un programma di allenamento sarà utile valutare sia il livello di partenza (ossia gli adattamenti già prodotti) sia l'ottimale carico allenante da fornire al soggetto.

L'organizzazione di un programma di allenamento si compone di varie fasi. Come già anticipato, la prima importante operazione da eseguire, è una valutazione funzionale ed antropometrica dell'atleta (vedi anche De Pascalis Analisi della composizione corporea: la plicometria ndr). Tale valutazione consente di avere un quadro conoscitivo dell'individuo e delle sue potenzialità. La fase successiva prevede di determinare gli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Individuare quindi quali sono le aspettative di miglioramento che si vogliono realizzare, sulla scorta delle caratteristiche individuali, ma anche tenuto conto delle finalità. Ossia se l'allenamento è mirato alla pratica agonistica, al miglioramento dello stato di forma, o all'incremento prestazionale a fini personali, appagamento psicologico, esigenze estetiche, ecc. Non ultimo è importante tenere presente l'età del soggetto, poiché negli individui particolarmente giovani sarà opportuno non intervenire con specializzazioni precoci. Inoltre, il differente grado di maturazione organica, mal si presta al miglioramento di alcune capacità, come ad esempio la resistenza anaerobica. Al contrario, le capacità coordinative, trovano la massima possibilità di miglioramento nella fase infantile e preadolescenziale dell'individuo.

Parimenti, nella fase senile, si terrà conto dei limiti fisiologici imposti dall'età, ed anche della minore capacità di adattamento al lavoro, impostando quindi allenamenti con carichi moderati.

È inevitabile che, a obiettivi diversi, corrisponda un carico di lavoro diverso, ed anche una gestione del tempo di lavoro differente. Intendendo come tempo di lavoro non solo quello prettamente utilizzato per l'allenamento ma, più in generale, inteso come stile di vita. Nel caso di atleti professionisti infatti, la preparazione non si esaurisce con l'allenamento in senso stretto, ma prosegue con significativi interventi sull'alimentazione, sui tempi di recupero e sulle abitudini di vita personali.

continua a leggere ...........

di Pierluigi De Pascalis

( Fonte Non Solo Fitness )

Pin It

Altri Articoli | Elementi di Teoria