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Metodologia di Stefano Prato

Per raggiungere livelli prestativi di rilievo è importante tracciare un percorso che, attraverso una serie progressiva di obiettivi da raggiungere, inducano nel giovane portiere l' acquisizione di tutte quelle capacità che gli consentano una interpretazione completa del ruolo.

L’obiettivo primario è stabilire sempre a livello teorico un modello prestativo di riferimento, che permetta di avere precisi parametri sull’evoluzione tecnica e prestativa del giovane portiere e risulterà, pertanto, come uno strumento operativo, di confronto e di riflessione sia per l’allievo che per il tecnico stesso.
L’applicazione pratica non deve essere rigida e deve tener conto dei vari aspetti riguardanti sia l' allievo ( età biologica, caratteri antropometrici, attività motoria svolta ecc.), sia i motivi tecnici e tattici in cui tale modello sarà inserito ed applicato.responsive
Il modello prestativo non è frutto della nostra fantasia o dei nostri gusti estetici ma è la risultante delle richieste del campo: è il gioco con le sue variabili che determinano il modello di riferimento, ed in termini concreti l’obiettivo sarà a lungo termine e contribuirà alla formazione di un portiere “intelligente”, capace di risolvere in modalità economica ed efficace i problemi tecnico tattici che il gioco gli proporrà.
Concretamente, il portiere, si dovrà occupare di coprire e difendere lo spazio porta e lo spazio dietro la linea dei difensori e quindi di relazionarsi in modo proficuo con i suoi compagni in fase di possesso e non possesso: in parole povere il modello prestativo teorico risulterà come uno strumento di riferimento che affiancherà il portiere nell' inserimento in un contesto tattico e stabilirà le sue competenze.