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Filosofia di Stefano Prato

Operando prevalentemente in ambienti di settore giovanile mi pongo come obiettivo principale quello di trasferire conoscenze e competenza ai miei giovani portieri, al fine di favorire un apprendimento consapevole delle tecniche necessarie all' interpretazione del ruolo del Portiere ed al riconoscimento del gioco durante lo svolgimento della gara. 

Questo lo posso realizzare creando percorsi di crescita individuale dalle fasi di avviamento fino alle categorie giovanili agonistiche, tenendo in forte considerazione i principi di gradualità e di complessità dei contenuti proposti di volta in volta.
Tale processo di insegnamento delle abilità tecniche di base ed applicate si compone di più passaggi successivi e consequenziali che fanno capo a:

  • la comprensione del compito;
  • a coordinazione grezza;
  • la coordinazione fine;
  • la disponibilità variabile.

Lo step di disponibilità variabile, che può durare anche anni, si tenderà a rendere l’esecuzione maggiormente stabile ed adattabile agli stimoli ambientali previsti o improvvisi, ad esempio i diversi tipi di traiettoria della palla, la posizione o il movimento dei compagni o degli avversari, ecc.
Per cui i contenuti del lavoro sul campo verranno indirizzati per trasferire e modellare mediante una didattica appropriata il bagaglio tecnico, che servirà a definire il grado prestativo nel giovane, tenendo costantemente in considerazione quelle che sono le richieste del gioco. responsive
Il metodo didattico si riferisce alle modalità con le quali si attua un piano di lavoro programmato, mediante principi e criteri strutturati sia nella forma che nei modi, sia nei tempi di realizzazione, ponendosi degli obiettivi da raggiungere. Tale prassi si struttura facendo riferimento a teorie dell’apprendimento che può esser semplificata e riferita ad un approccio metodologico di tipo cognitivo: questa farà ricorso ai metodi del "problem solving", o più comunemente della scoperta graduale fino alla libera esplorazione.
Poiché queste tecniche di insegnamento sono caratterizzate da una prevalente autonomia e libertà motoria, il giovane portiere verrà sollecitato anche a trovare risposte personali al problema, a sperimentare soluzioni nuove, e orientare di conseguenza la crescita tecnica verso il raggiungimento di una personalità calcistica creativa.
L’utilizzo del "problem solving" e di altri strumenti didattici che prevedono variabilità della pratica in un primo momento potrebbero evidenziare un apprendimento delle tecniche specifiche ritardato a fronte del raggiungimento di una esecuzione corretta; è stato comunque dimostrato che tale procedura produce effetti di trasferimento delle competenze a medio-lungo termine maggiori rispetto ad una pratica a blocchi che prevede ripetizioni costanti con poche variazioni.
Quest' ultima metodica, nell’insegnamento ovviamente, permette di raggiungere risultati tecnici più precocemente, ma con il rischio di una minore flessibilità nell’adattarsi in seguito al contesto situazionale.
Il grado di complessità e la forma con cui vengono proposti i contenuti didattici rappresentano la filosofia che sostiene le scelte nel momento in cui viene strutturato il percorso di lavoro: la ricerca di un’ automatizzazione precoce del gesto tecnico, privilegiando la pratica a blocchi rispetto a quella di soluzione del problema, potrebbe condurre ad ottenere risultati a breve termine, ma potrebbe rendere l’abilità raggiunta meno flessibile.


Per raggiungere livelli prestativi di rilievo è importante tracciare un percorso che, attraverso una serie progressiva di obiettivi da raggiungere, inducano nel giovane portiere l' acquisizione di tutte quelle capacità che gli consentano una interpretazione completa del ruolo.

L’obiettivo primario è stabilire sempre a livello teorico un modello prestativo di riferimento, che permetta di avere precisi parametri sull’evoluzione tecnica e prestativa del giovane portiere e risulterà, pertanto, come uno strumento operativo, di confronto e di riflessione sia per l’allievo che per il tecnico stesso.
L’applicazione pratica non deve essere rigida e deve tener conto dei vari aspetti riguardanti sia l' allievo ( età biologica, caratteri antropometrici, attività motoria svolta ecc.), sia i motivi tecnici e tattici in cui tale modello sarà inserito ed applicato.responsive
Il modello prestativo non è frutto della nostra fantasia o dei nostri gusti estetici ma è la risultante delle richieste del campo: è il gioco con le sue variabili che determinano il modello di riferimento, ed in termini concreti l’obiettivo sarà a lungo termine e contribuirà alla formazione di un portiere “intelligente”, capace di risolvere in modalità economica ed efficace i problemi tecnico tattici che il gioco gli proporrà.
Concretamente, il portiere, si dovrà occupare di coprire e difendere lo spazio porta e lo spazio dietro la linea dei difensori e quindi di relazionarsi in modo proficuo con i suoi compagni in fase di possesso e non possesso: in parole povere il modello prestativo teorico risulterà come uno strumento di riferimento che affiancherà il portiere nell' inserimento in un contesto tattico e stabilirà le sue competenze.


L’organizzazione del percorso formativo del giovane portiere necessita di essere inquadrato in un ordine sequenziale logico finalizzato al miglioramento della prestazione, deve essere flessibile per operare sui diversi aspetti relativi al volume, all’intensità ed alla frequenza delle attività attraverso programmi di allenamento, gara e recupero; deve adeguarsi alle fasi di sviluppo dell’atleta, tenendo conto pertanto della crescita, della maturazione e dei principi di allenabilità, deve evolversi in continuazione, e sottoposto a continua ricerca e verifica in ogni sua fase.

Proprio in relazione di quanto sopra esposto è evidente quanto inutili siano lunghe programmazioni didattiche statiche che non tengano conto delle differenze di abilità tra i giovani portieri a prescindere dall’età e dalla categoria. Il successo del nostro lavoro dipende dalla capacità di modulare gli obiettivi e le proposte operative in base alla capacità di apprendimento e prestazione di ogni singolo individuo.responsive
In linea di massima si tende a suddividere l’attività del settore giovanile in un periodo pre-agonistico (attività di base) e in un periodo agonistico (attività agonistica). Il primo periodo, caratterizzato prevalentemente da attività inerenti al gioco ed allo sviluppo delle capacità motorie del bambino, l’obiettivo è individuare e rinforzare attitudini proprie del ruolo, evitando una precoce e inutile specializzazione.
In seguito, nel periodo agonistico, sarà sviluppato il percorso di formazione con un accento progressivamente sempre più marcato sulla specializzazione nel ruolo e sull' inserimento in un contesto tattico.
La suddivisione a cui normalmente faccio riferimento per la stesura dei programmi di lavoro è la seguente:
a) Attività di Base
- preparazione iniziale - Pulcini ( 7-10 anni)
- avviamento preliminare di base - Esordienti ( 11-12 anni)
b) Attività Agonistica
- formazione specifica di base - Giovanissimi e 1° anno Allievi ( 13-15 anni )
- formazione globale, al massimo delle possibilità - dal 2° anno Allievi in poi ( dai 16 anni )


Risulta molto importante la cura rivolta agli aspetti tecnici del ruolo, di base ed applicati, che vanno appresi ed affinati con accuratezza e precisione.
Preme ricordare che, in età giovanile, le tecniche di base trasmesse al giovane portiere vengono recepite, assorbite e mantenute nel tempo al 100%
Diventa quindi assolutamente fondamentale dedicare MOLTO TEMPO al loro insegnamento nel modo più corretto possibile per non rischiare di trovare in futuro, durante il percorso di crescita del giovane portiere, difetti cronici difficili se non impossibili da modificare od eliminare.responsive

E' quindi basilare impegnare il giovane portiere per molto tempo nell' apprendimento, nella correzione e nel consolidamento delle tecniche di base ed applicate, e riferite specificamente a:
- corretta postura, quando il giovane portiere si trova a difesa della porta o dello spazio, in situazione di attesa del pallone, di lettura, e si accinge ad eseguire un intervento con o senza spostamento;
- corretta posizione delle mani,nelle varie tipologie di presa della palla;
- spostamenti brevi o lunghi, laterali, frontali ed in arretramento a copertura, a difesa della porta, della porta-spazio e dello spazio;
- tecnica sulle diverse tipologie di intervento di difesa porta, con le diverse traiettorie, e rispettivi movimenti di attacco o meno sulla traiettoria della palla, con le corrette battute di stacco degli appoggi;
- corretto piazzamento, a difesa della porta, della porta-spazio, dello spazio in riferimento alla posizione del pallone od alla traiettoria dell' eventuare tiro a rete, in rapporto con la posizione dei compagni e degli avversari;
- uscite alte laterali, frontali, a recupero dietro, in anticipo od a contrasto;
- uscite basse,in anticipo od a contrasto, o duello 1c1;
- buon livello tecnico nella gestione podalica nelle sue varianti ed in collaborazione con il reparto difensivo.


Un importante occhio di riguardo va rivolto alla cura dell’aspetto psicologico nei giovani, in rapporto all' età ed al contesto di campo in cui devono esprimersi e rapportarsi, passaggi fondamentali per una corretta formazione caratteriale dei nostri giovane portieri. Si dovranno affiancare ai percorsi specifici del ruolo altrettanti momenti comunicativi e di analisi comportamentale volti alla costruzione di adeguate basi di temperamento generale, che indirizzino alla creazione nel giovane di una personalità forte ed indipendente, qualità queste indispensabile per ambire a poter diventare un giorno un portiere di successo.

Generalmente si dovrà assumere un atteggiamento autorevole e di costante presenza, impegnandosi a far comprendere ai propri allievi l' importanza del sapersi responsabilizzare nelle proprie azioni, raggiungendo così il giusto grado di apprendimento della cultura del lavoro, dell’ ordine e della serietà, per il raggiungimento degli obiettivi individuali e del gruppo squadra.
Il tutto, chiaramente, nella giusta misura e rapportato all’ età dei giovani atleti, senza esagerare, e privilegiando sempre aspetti ludici e di divertimento, basi fondamentali di motivazione che spingono i ragazzi alla pratica continuativa del gioco del calcio.responsive
Nello specifico, lavorando nei vari aspetti del ruolo, è opportuno mantenere sempre un atteggiamento positivo o comunque, quando i risultati tardano ad arrivare, proporsi con un approccio ideale che ha come fine ultimo quello di mantenere e favorire nel giovane un buon livello di autostima.
Il rischio di perdere da parte del giovane portiere questa personale convinzione è palpabile in ogni momento, e pertanto diventa fondamentale fare attenzione che ciò non accada stimolandolo ad insistere su ciò che non funziona, correggendo gli errori sempre in modo gratificante. E’ anche vero che bisogna stare attenti al verificarsi del caso opposto: un eccesso di autostima rischia di trasformarsi in presunzione, con la conseguenza di trovarsi di fronte giovani che, convinti della propria infallibilità, comincino a gestire la propria preparazione con superficialità, senza la giusta umiltà e l' adeguato spirito di sacrificio.

L’ allievo dovrà sentirsi tranquillo in campo e non affrontare le gare in modo passivo, con la paura di commettere errori ma stimolarlo, invece, ad assumere un atteggiamento attivo, da protagonista, con desiderio di partecipare e provare a mettere in pratica principi e tecniche apprese nel corso delle sedute di allenamento settimanali.

Tenendo in forte considerazione età dei giovani e tipologie caratteriali, è importante favorire dinamiche durante il lavoro che inducano alla presa di coscienza ed al consolidamento di qualità individuali come:

  • impegno, tenacia, disciplina e pazienza, per lavorare bene e con voglia durante le sedute di allenamento;
  • personalità decisa ed autorevole, per infondere fiducia ai compagni e per guidare la difesa, e per rendersi credibili agli occhi degli istruttori preposti alla gestione del gruppo ed alla scelta;
  • coraggio, indispensabile per effettuare interventi acrobatici come tuffi ed uscite o per fare scelte rischiose durante lo svolgimento della gara;
  • autostima, per conoscere le proprie qualità e non abbattersi dopo una rete subita,dopo un errore o durante un periodo con risultati prestativi di scarso rilievo;
  • rispetto e lealtà, verso i compagni, gli avversari ed i propri istruttori.

In un contesto di Attività di Base è mia convinzione considerare i portieri delle categorie Pulcini come atleti non specializzati, facenti parte di un gruppo di lavoro “aperto” dove sono previsti in minima parte momenti di lavoro specifico in ragione del miglioramento delle abilità motorie, e dove tutti gli allievi del gruppo squadra possono entrare e provare ad interpretare il ruolo di portiere.
Una precoce specializzazione sportiva in questa fascia d’ età porta quasi sempre ad una situazione limitativa delle capacità motorie e di conseguenza può comportare un notevole rischio di incapacità ad un miglioramento di tipo tecnico, tattico, condizionale e coordinativo negli anni successivi.
In questo periodo della sua vita il bambino sente la necessità di vivere, in forma ludica, esperienze multisportive che gli permettano di costruirsi un vissuto ed un bagaglio motorio-coordinativo il più variegato possibile, dal quale successivamente potrà attingere quando sarà più grande, nel proseguo del suo percorso di crescita.
Senza ciò ogni futuro sviluppo di qualsiasi gestualità sarà molto più difficoltoso in quanto verrebbero a mancare quelle abilità che stanno alla base di ogni azione motoria, intese come schemi motori e capacità coordinative. Inoltre sarà importante aiutare il giovane portiere a riconoscere i segnali provenienti dal proprio corpo,insegnandogli ad utilizzare al meglio gli analizzatori sensoriali, sia interni che esterni.
Una componente importante della quotidianetà dei bambini di oggi da tenere in forte considerazione e che caratterizza negativamente il loro vivere è la costante tendenza a fare sempre meno attività motoria al di fuori degli ambienti sportivi: la sparizione dei campetti di periferia, delle piazzette e della strada oltre ai vari impegni scolastici, o l’uso sempre più assiduo di computer e videogiochi impedisce loro la socializzazione ed il gioco con i propri coetanei durante le ore libere ed al di fuori delle mura domestiche.
Per tale motivo le poche ore settimanali di Scuola Calcio dei nostri giovani portieri devono essere sfruttate come un importante momento di attività motoria ( molto spesso è anche l’unico!! ) e quindi risultando un occasione di grande divertimento ed al tempo stesso un mezzo per l’apprendimento delle basi motorie e coordinative.responsive
Per i giovani portieri dell' ultimo anno di appartenenza alla categoria Pulcini si può prevedere in sede di periodizzazione il progressivo inserimento di semplici esercitazioni specializzanti di tecnica di base: questo tipo di proposta viene sempre valutato in dipendenza dei prerequisiti dei nostri allievi che a questa età cominciano a manifestarsi in modo più evidente ed in una direzione che inizia ad indicare un reale avviamento al ruolo di portiere.
Per comprendere al meglio se un bambino può essere portato o meno ad interpretare in futuro il ruolo di portiere si devono valutare quelli che sono gli aspetti specifici del ruolo maggiormente condizionanti in queste fasce di età e più precisamente:

  • il contatto con la palla;
  • il contatto con gli avversari;
  • il contatto con il terreno;
  • l’ orientamento spazio-temporale.

Chi prima riesce ad evidenziare efficacemente queste espressioni sarà decisamente favorito rispetto ai propri coetanei.

Sempre nell' Attività di Base ma per i giovani portieri della categoria Esordienti i contenuti del lavoro quotidiano che caratterizzerà l' intera stagione inizierà a presentare caratteristiche maggiormente specializzanti essendo questa una fascia di età in cui l’allievo viene avviato ad una vera e propria formazione di base nel ruolo.
Le componenti prestative del portiere che verranno gradualmente affrontate e sviluppate si possono individuare nelle seguenti aree di intervento:

  • coordinativa;
  • tecnica;
  • multisportiva;
  • tattico-individuale.

Come si può notare il miglioramento specifico della componente condizionale in queste fasce di età è totalmente assente, è consigliabile evitare inutili sollecitazioni fisiche troppo premature e che rischierebbero di portare scompensi all’ accrescimento strutturale del nostro giovane portiere.

Sul campo verrà dato ampio spazio all’ insegnamento dei fondamenti tecnici di base ed applicati, che saranno affiancati e fortemente condizionati dall' affinamento delle capacità coordinative speciali, è più dettagliatamente:

  • capacità di orientamento spazio-temporale;
  • capacità di combinazione motoria;
  • capacità di differenziazione ed accoppiamento;
  • capacità di reazione motoria;
  • capacità di equilibrio statico-dinamico;
  • capacità di ritmizzazione;
  • capacità di adattamento e trasformazione;
  • capacità di anticipazione motoria.
  • fantasia motoria.

Nelle Settore Agonistico, categorie Giovanissimi ed Allievi, le sedute di allenamento saranno quasi esclusivamente di tipo specializzante per la crescita del giovane portiere nei vari aspetti: le proposte di tipo coordinativo tenderanno a diminuire gradualmente ( anche se non verranno mai abbandonate definitivamente ), quelle tecniche manterranno una valenza importante mentre cominceranno ad essere inseriti con maggiore frequenza lavori che porteranno a trasmettere all' allievo quelle nozioni di tipo tattico-individuale e tattico-collettivo molto attinenti al miglioramento della prestazione in gara e quindi al riconoscimento del gioco nelle sue varianti.

Anche se parlare esclusivamente di formazione negli aspetti tattici può sembrare prematuro, in particolare per i portieri del primo anno della categoria Giovanissimi, ritengo comunque importante lo sviluppo e l'allenamento anche in questa direzione sin da questa fascia di età, abituando i nostri giovani atleti ad avere sempre un compito da assolvere in ambito di organizzazione di reparto e collettivo, anche quando la palla è lontana dalla porta, con la necessità di rimanere sempre attenti e concentrati e per favorire il giusto contributo del giovane portiere all'evoluzione del gioco.
Già dalle esercitazioni situazionali e nelle partitelle di allenamento che i portieri effettueranno con i compagni di squadra si dovrà richiedere massimo impegno nell' analisi del gioco e nella lettura delle situazioni che si presenteranno di volta in volta, oltre ad adottare la corretta comunicazione verbale e gestuale per comandare i movimenti dei compagni di reparto.

La componente tattica dovrà essere affrontata proponendo esercitazioni di tipo misto e collettivo, contestualizzate in una fase del gioco ben specifica:
- fase di possesso;
- fase di non possesso
- fase di transizione.

Un capitolo a parte merita il miglioramento specifico delle capacità condizionali quali la forza nelle sue varie espressioni, la resistenza e la flessibilità: ritengo che il loro allenamento specifico e con sovraccarichi sia redditizio solo dopo i 15-16 anni di età (categoria Allievi in poi) e comunque sempre in rapporto all'età biologica del giovane allievo.responsive
Prima di questo termine ritengo superfluo, se non dannoso esercitare le capacità condizionali in modo specifico, in quanto un allenamento tecnico ben strutturato può prevedere il coinvolgimento intrinseco della forza, della velocità negli spostamenti e della flessibilità che sono le qualità fisiche maggiormente reperite dal portiere durante la prestazione.
Forza e velocità sono strettamente correlate tra loro e la seconda, purtroppo, è poco allenabile,dipendendo in larga parte da fattori di tipo genetico-ereditari.
La forza che il portiere utilizza maggiormente in gara è quella veloce. Per il portiere si parla sempre e comunque di forza espressa dagli arti inferiori: per quelli superiori, invece, sarà necessario esercitarli affinchè possano raggiungere una buona tonicità ed essere in possesso di grande rapidità esecutiva.
A causa della varietà di interventi che il portiere esegue, e che richiedono doti acrobatiche e di agilità estrema, la flessibilità è un ulteriore qualità che i giovani portieri dovranno mantenere e migliorare costantemente con esercitazioni di mobilità dinamica e statica.
La resistenza, invece, è una capacità che il portiere non dovrebbe mai allenare o comunque farlo in modo estremamente marginale e saltuario, in quanto, durante la gara non è mai chiamato ad eseguire un numero di interventi consecutivi tali da arrivare ad una soglia di stanchezza apprezzabile.
Questa soglia può essere facilmente riconducibile ad un fattore psicologico, che viene facilmente superato con la continuità di prestazione.

Quante volte mi capita di pensare, durante la giornata, in famiglia, durante il lavoro sul campo, osservando comportamenti o ascoltando le parole dei ragazzi, cercando di comprendere e senza dipendere da cose od aspetti isolati con cui questi ci appaiono.

Il Pensiero è sempre presente durante lo svolgersi delle mie giornate, un pensiero percettivo che mi mette in relazione con gli avvenimenti che si generano in me e nel mondo circostante, un pensiero di immaginazione che rappresenta passato, presente e futuro, un pensiero che associa e che stabilisce ordine nelle valutazioni durante le osservazioni, un pensiero affettivo che elabora le manifestazioni dalla e verso la nostra affettività, un pensiero che astrae, che compara, che giudica, che ragiona.

Non ho bisogno che sia semplice, ho bisogno che ne valga la pena !

 

Non confondere la Verità con la Conoscenza, soprattutto quando quest' ultima è frutto di una conquista del tuo intelletto; la Conoscenza, come le opinioni, è estremamente mutevole, la Verità è eternamente stabile !!! Confondere Verità con Conoscenza è il peggior fallimento che si possa contribuire a creare.

 

Chi decide di avvicinarsi al calcio come tecnico, non deve commettere l'errore di iniziare la sua avventura con il settore giovanile ritenendo che sia un ponte di partenza più facile rispetto al lavoro con qualsiasi gruppo di adulti: sono due tipi di attività completamente diverse, l'essere capaci in una non garantisce il successo nell' altra.

 

Il pensiero di base della mia filosofia di lavoro si basa sostanzialmente sul concetto che definisce l' attività motoria come l’origine di ogni conoscenza in quanto è proprio attraverso il movimento che l' individuo, sin dalla più tenera età, si organizza nello spazio e nel tempo, impara a finalizzare sempre meglio la propria espressione motoria, acquisisce sicurezza in sé e nella propria autonomia.

Per tale motivo ritengo sia di grande importanza rivolgere un'attenzione oculata e fortemente analitica verso i bambini ed i ragazzi che si avvicinano alla pratica dello sport e che sono quindi concepiti come protagonisti del proprio sviluppo: attraverso le loro esperienze ed esplorazioni costruiranno le proprie conoscenze. La finalità della mia attività come allenatore di portieri è quindi indirizzata, oltre che al miglioramento negli aspetti specifici dei futuri numeri 1, alla programmazione di un' attività che favorisca l'utilizzo del corpo come strumento di conoscenza, comunicazione e socializzazione per ogni singolo allievo.

Il corpo in movimento è il campo della corporeità e della motricità, volto a promuovere la presa di coscienza del valore del corpo, inteso come una delle espressioni della personalità e come condizione funzionale, relazionale, cognitiva, comunicativa e pratica da sviluppare in ordine a tutti i livelli di attenzione.

Principio fondamentale che mi accompagna ogni qualvolta scendo in campo per lavorare con giovani in crescita .........

....... NON FARE DANNI !

“ Un piccolo angolo per i Portieri ed il suo Preparatore, uno spazio di discussione, di notizie e di opinione metodologica ma soprattutto un punto di incontro in cui la passione per il nostro ruolo possa debordare, confrontarsi e condividere pensieri e posizioni “.

Mi chiamo Stefano Prato, mi stò accingendo a raggiungere la soglia dei 50 anni e vivo con mia moglie ed i miei due splendidi figli a Ventimiglia, soleggiata cittadina situata all'estremo ovest della riviera ligure di ponente, al confine con la Francia. Dopo aver vissuto una modesta ma fiera carriera di giocatore a difendere la porta di varie società dilettantistiche tra la serie D e la Prima Categoria ho deciso di intraprendere un percorso di formazione come tecnico dei portieri, praticando prevalentemente ambienti giovanili, dove ritengo si possa sperimentare tantissimo e ricevere moltissime soddisfazioni dai propri allievi, sia sotto l'aspetto dei rapporti umani che nelle risposte puramente tecniche. Negli anni la passione e forse un po' la pazzia mi ha spinto a percorrere migliaia di chilometri per poter partecipare a corsi di aggiornamento di vario livello, ho conseguito l'abilitazione di Allenatore UEFA B, mi sono documentato e confrontato costantemente con i colleghi,ma soprattutto ho passato tantissime ore sui campi, a stretto contatto con i miei ragazzi, spesso tra mille difficoltà, che mi hanno arricchito tantissimo e mi hanno instradato sulla via della comprensione delle dinamiche del mondo dei giovani prima ancora delle competenze che caratterizzano un percorso di formazione specifica.

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Oggi credo di potermi definire come un allenatore di portieri che ricerca costantemente il miglioramento e l'affinamento delle proprie metodologie di lavoro con i numeri uno, attraverso lo studio applicato ed il confronto, mettendo continuamente in gioco il proprio pensiero; tutto questo con l'unico obiettivo di pormi al servizio del giovane portiere, cercando di trasmettere al meglio le mie competenze e senza dimenticare MAI che l'unico protagonista è il Portiere o il giovane che si appresta ad interpretare il ruolo. Partendo da questi presupposti ritengo fondamentale dover lavorare sempre in assoluta coerenza con il reale livello qualitativo dei giovani a disposizione, utilizzando al meglio la creatività e la capacità di analisi che messe al servizio delle mie conoscenze dovranno sfociare in proposte di lavoro eseguibili, produttive, non dannose e di soddisfazione per l'allievo.

Quanto proporrò periodicamente in questo spazio non è e non sarà mai da intendere come una ricetta da utilizzare in un contesto formativo, non sarà mai un elenco di verità sull' utilizzo di metodologie in ambito di preparazione specifica. L' obiettivo sarà quello di proporre periodicamente passi che caratterizzano il mio pensiero, esponendomi volutamente al confronto critico.

Ora non mi resta che inviarvi un sincero augurio di buona navigazione.