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Le Esercitazioni | Proposte per incidere negli aspetti che condizionano la prestazione del Portiere

responsiveresponsiveL’allenamento sportivo è un processo pedagogico educativo complesso, che si concretizza con l’organizzazione dell’esercizio fisico ripetuto in quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti, che stimolino i processi fisiologici di supercompensazione e migliorino le capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara (C. Vittori). Sulla base di questa definizione è bene ricordare che l’allenamento è un mezzo attraverso cui si instaura una relazione fra due persone: l’allenatore e l’allievo. Dato che sarà un rapporto fondato sulla fiducia, soprattutto dell’allievo nei confronti dell’allenatore, bisogna che quest’ultimo sia perfettamente a conoscenza della enorme responsabilità che ha nel raggiungimento degli obiettivi prescelti. L’attività dell’allenatore sarà efficace se, oltre alle conoscenze sull’evoluzione psicologica e sul funzionamento del corpo umano, questi abbia conoscenze sui vari tipi di carico fisico e di conseguenza sugli esercizi da proporre, sulle reazioni che questi esercizi provocano negli apparati e sistemi del corpo umano, soprattutto se in via di sviluppo e sulle leggi che ne regolano l’applicazione. responsive

La Pianificazione nel tempo di un percorso di crescita e l' Organizzazione dell' attività quotidiana determinano la Metodologia dell' allenamento che sarà articolata in funzione degli obiettivi motori, condizionali, tecnico e tattici che si intendo raggiungere.

La Pianificazione di un percorso di crescita si struttura per mezzo di una periodizzazione che potrà svilupparsi sul lungo, medio, breve termine ed in linea di massima dovrà rispettare le seguenti condizioni:

    • definire gli obiettivi fondamentali in base alla fascia di età in cui si andrà ad intervenire;
    • suddividere i macrocicli di lavoro in "blocchi di lavoro" che progressivamente si evolveranno in proposte di "problem solving";
    • lavorare con continuità su quel fondamentale tecnico o su quella determinata situazione di gioco di un determinato blocco di lavoro;
    • in ogni seduta di allenamento definire a priori e sempre un tema principale da affrontare sul campo, uno secondario ed uno permanente;
    • per ogni obiettivo oggetto della pianificazione stabilire le priorità in base alla fascia d' età ed al periodo;

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  • definire le priorità individuali negli aspetti di ogni singolo giovane portiere con cui si condividerà il percorso di crescita;
  • stabilire quanto, quando ed in che modo eseguire gli interventi di correzione, fornendo i giusti rinforzi nelle modalità più appropriate.

L' Organizzazione dell' unità di lavoro dovrà evidenziare la grande importanza che verrà data alla didattica nell' insegnamento dei fondamentali, il progressivo raggiungimento della consapevolezza da parte degli allievi di quanto stanno apprendendo, la motivazione nel' applicare, la mentalità che porti al trasferimento positivo della giusta cultura del lavoro. Un' Organizzazione efficace dell' allenamento, individuale o di gruppo che sia, corrisponderà al risultato del volume e della qualità del lavoro svolto.

 L’ Allenamento è un processo d’azione complesso il cui scopo è quello di raggiungere, attraverso la pianificazione di carichi di lavoro fisici, tecnico, tattici, psichici, un risultato o una prestazione. I Principi che lo regolano sono:

  • la durata, è riferita al tempo di lavoro in una singola seduta d’allenamento;
  • la frequenza, è riferita generalmente al numero delle sedute, le quali devono essere effettuate almeno due o tre volte la settimana;
  • la gradualità, si riferisce al lavoro da effettuare; l'allenamento non deve essere di difficile lettura ed adottando una metodologia adeguata consentirà di affrontare gradualmente le difficoltà;
  • la progressività, si riferisce agli interventi metodologici che si usano durante una seduta d’allenamento e va intesa come il mantenimento di un ordine logico nelle esercitazioni che porteranno il giovane alla finalizzazione dell’apprendimento del gesto tecnico o d’incremento delle qualità fisiche;
  • la continuità, impone che il periodo d’allenamento debba svolgersi senza interruzioni importanti;
  • il volume, è la quantità di lavoro ed è programmato in base alla valutazione delle caratteristiche fisiche ed organiche dell’allievo;
  • l’ intensità, è riferita alla velocità d’esecuzione delle proposte ed è direttamente collegata al carico o volume dell’allenamento
  • la multilateralità, è riferita al coinvolgimento nel lavoro di più distretti muscolari.
  • la polivalenza, l’adozione di una grande varietà di mezzi allenanti per attivare tutte le capacità motorie. Nei giovani, in particolare, l’allenamento polivalente è di tipo generalizzato e poco specifico, atto a far apprendere più gesti motori possibili in differenti situazioni;
  • l' alternanza, lo studio delle pause e degli intervalli riferiti alla seduta d’allenamento, ma anche alla programmazione dei periodi di carico e scarico nei macro, meso e microcicli.

In riferimento al tipo di fondamentale le esercitazioni si possono distinguere in tre aree ben definite, che favoriscono nel giovane portiere la strutturazione di un gesto tecnico, di un' abilità, fino alla contestualizzazione dello stesso ( dalla tecnica applicata fino alla tattica collettiva ). Le aree sono le seguenti :

La Consequenzialità delle proposte deve rispettare una metodologia che presenti il "problema" prima con esercitazioni di tipo misto o globale, quindi in forma analitica ed infine ancora con un' attività di tipo misto o globale.


 Le Esercitazioni di Base

Caratteristica principale di questo tipo di esercitazioni è la presa in esame dell' insegnamento dei fondamentali tecnici ovvero l' analisi del movimento dei segmenti corporei nell' esecuzione di un determinato gesto tecnico, in cui ripetitività nell' applicazione e correzione verbale o per imitazione rappresentano gli strumenti principali utilizzati per il trasferimento della competenza nel giovane portiere.

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La ripetizione è il procedimento metodologico per eccellenza per i portieri delle fasce di età più giovani, esercitarsi con continuità nell' espressione del medesimo gesto è uno dei metodi più efficaci per apprendere, ed apprendere significa innanzitutto ripetere, ma sempre in un contesto di variabilità della proposta dove però la ricerca del tipo di obiettivo tecnico rimane immutato.

La ripetizione portata avanti nel tempo con costanza e nelle varie modalità contribuisce a costruire nel nostro allievo l' esperienza motoria, che rappresenta un sistema ordinato e cosciente degli schemi motori individuali che, evolvendosi con le adeguate elaborazioni cognitive, formeranno la memoria motoria nel giovane. Quest' ultima non è classificabile come un "magazzino" ma come fonte di informazioni che influenzerà tutta una serie di successive regolazioni, grazie allo stimolo delle percezioni con i recettori di tipo visivo, acustico, tattile, cinestesico, vestibolare; attraverso i recettori avviene l' acquisizione delle informazioni presenti nel contesto d' azione che porteranno alla costruzione vera e propria dell' atto motorio.

Attraverso la ripetizione di espressione un determinato movimento si giunge alla costruzione di un definito fondamento tecnico nell' allievo, ciò perchè sfrutto la grande quantità di contatti con il pallone per migliorare l' abilità di base che successivamente, dopo averla consolidata, verrà proposta in applicato. E' importante ripetere e correggere, cercando di inserire in ogni seduta uno spazio in cui si possa affinare progressivamente la tecnica individuale.

Come dicevo in precedenza, caratteristica dominante dell' esercitazione di base o analitica è l' elevato numero di azioni con cui queste vengono svolte, esse si prestano molto all' inizio dell' allenamento in quanto estremamente adatte ad essere collegate ad altre esercitazioni in cui si voglia migliorare i livelli di attenzione del giovane. Sono molto importanti in quanto aiutano alla correzione degli errori: attraverso proposte di tipo propriocettive ed in analitico possono focalizzare l' attenzione su una fase motoria incriminata facendo prendere coscienza all' allievo dell' errore di esecuzione.

Il lavoro analitico DEVE essere portato avanti sempre in parallelo con lo sviluppo di un' abilità tecnica legata ad un ben definito tipo di errore.


 Le Esercitazioni di tipo Misto

L' uso ripetuto di questo tipo di esercitazione nei propri blocchi di lavoro permette l' inserimento della sequenza motoria di un dato gesto nel corretto "timing" tecnico, incidendo sulla precisione del movimento. In questo modo avviene una stabilizzazione delle tecniche portando avanti, in parallelo, il lavoro tecnico di tipo analitico: una precoce interruzione di quest' ultimo porterà inesorabilmente ad una destabilizzazione del controllo motorio in rapporto alla palla, una costante difficoltà nell' adattamento tecnico situazionale con conseguente incremento degli errori individuali.

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Per cui, mantenendo inalterato o comunque nella misura adatta il volume di lavoro analitico, permetterà di controllare e valutare il gesto esecutivo alle velocità specifiche richieste nelle esercitazioni di tipo misto, finalizzerà efficacemente ed economicamente il gesto tecnico al gioco.

Essendo il "timing" componente fondamentale in una risposta di successo del portiere, prenderemo in considerazione il concetto di tempo tecnico: lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui il portiere coglie un segnale ed il momento in cui si produrrà nella risposta, o nella lettura di un segnale successivo, sempre in rapporto al ritmo ed alla intensità dell' esercitazione.

La Progressività in questo tipo di esercitazioni è sempre determinata dall' introduzione programmata e progressiva di variabili situazionali provenienti dal gioco:

  • velocità crescente della palla, quindi incremento della velocità di situazione e decremento del tempo tecnico a disposizione;
  • numero di elementi posti all' attenzione del giovane che determineranno la finalizzazione esecutiva del movimento;
  • numero di soluzioni tattiche messe in gioco.

La Progressività nella proposta verrà determinata applicando nel concreto i seguenti principi:

  • dal facile al difficile. Definisce un compito dato al nostro giovane nel rispetto delle sue reali capacità ed abilità motorie e/o tecniche;
  • dal semplice al complesso. Definisce il compito in base al numero dei fattori che il giovane portiere deve considerare e valutare durante l' esecuzione;
  • dal conosciuto allo sconosciuto. Definisce un compito dato secondo le componenti note al nostro allievo.
  • dal poco impegnativo sul piano fisico al molto impegnativo sul piano fisico. Definisce l' impegno muscolare e/o organico prodotto nell' esecuzione del compito motorio.

 Le Esercitazioni di tipo Globale

Questo tipo di proposta consente lo sviluppo ed il miglioramento del tempo tecnico al momento della scelta fatta dal portiere, favorendo, in questo modo, il miglioramento del gioco in una determinata situazione. Ciò è importante perchè permette di focalizzare l' attenzione dei nostri allievi su responsiveparticolari che indurranno loro al riconoscimento del gioco durante la prestazione in gara, dando per cui la necessaria importanza al tipo di scelta tecnica individuale.

Quindi si svilupperanno le capacità tattiche che verranno messe in gioco in contrapposizione con l' avversario, ed in tale contesto, inoltre, si affineranno le qualità comportamentali in specifiche situazioni di gioco, determinate dai vari fattori ambientali di natura tecnica che generano le fasi del gioco.